Apicoltura
Pavesi
Elisa
Maso Pelauchi 1
38050 Ronchi Valsugana (Trento)
telefono: 0461 773164
cellulare: 347 3586016
Registro Imprese di Trento
Cod. Fiscale PVSLSE54R49L808G
P.IVA 01984500221
Aggiornato il 29 marzo 2012 da Elisa
A Z I E N D A
Maso Pelauchi è la nostra abitazione, lontana dal centro abitato e da coltivazioni intensive,
circondata da circa tre ettari di terreno collinare.
Si affaccia sulla Valsugana e fa parte del margine sud-ovest del Lagorai.
La flora spontanea della zona è costituita da boschi di acacia alla quota più bassa (300-600 metri),
da boschi di castagno più in alto (600-900 metri) interrotti da vasti prati montani.
Le arnie sono poste vicino a casa.
L'azienda è a conduzione famigliare.
Pratichiamo un'apicoltura tradizionale, senza impiego di prodotti di sintesi;
le operazioni di smielatura, filtrazione dalle impurità, decantazione e invasettamento sono svolte manualmente, a freddo,
mantenendo così la massima genuinità e integrità dell'alimento miele.
Confezioniamo il miele in vasi di vetro da 500 o 1000 grammi.
Effettuiamo la vendita diretta in azienda oppure spediamo il prodotto al vostro recapito.
Contattateci o venite a trovarci: sarete i benvenuti.
Partecipiamo alle varie manifestazioni locali quali
la Festa della Castagna di Roncegno, la Festa del miele di Pergine Valsugana.
In estate portiamo una parte di arnie in montagna, sui Prati del Monte Ciste a quota 1700 m,
dove abbiamo una coltivazione di piante officinali, tra cui rodiola rosea e arnica.
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P R O D O T T I
Ecco i mieli prodotti nella stagione 2011:
- acacia
- castagno
- millefiori di Ronchi Valsugana
- rododendro del Monte Ciste (1700 m)
Sono disponibili in vasi da 500 o da 1000 grammi. Contattateci!
Descrizione dei nostri mieli:
- Miele di acacia: di colore molto chiaro o giallo-paglierino,
odore e sapore molto delicati ed elevato potere dolcificante,
resta liquido a lungo.
Nella nostra zona le acacie fioriscono in aprile-maggio.
- Miele di castagno: colore scuro, odore aromatico acre e pungente,
sapore fortemente amaro, cristallizza molto lentamente.
Nella nostra zona i castagni fioriscono in giugno-luglio.
Spesso in questo periodo fiorisce anche il tiglio,
che facilmente rende più chiaro il miele di castagno;
difficilmente si riesce ad isolare il miele di tiglio.
- Millefiori primaverile: ottenuto dalle fioriture dei prati in marzo-aprile
in cui possono prevalere i fiori di tarassaco, che danno un miele di colore giallo vivo,
di odore intenso che ricorda i fiori della pianta essiccati.
Cristallizza spontaneamente in tempi piuttosto rapidi.
- Miele di rododendro: quando inizia la fioritura del rododendro (in genere dalla metà di giugno),
trasferiamo alcune arnie
in alta montagna (1700 metri slm) in località Prati del Monte Ciste (o Laresè),
dove le api possono trovare anche nettari di altre specie di montagna
quali: rovo, lampone, timo serpillo, arnica, iperico, erica e melata di bosco.
Il miele di rododendro è generalmente chiaro, ma la presenza di altri nettari lo rende ambrato, talvolta scuro.
Dall'anno prossimo ci sarà anche il nettare di rhodiola rosea, coltivata nei pressi dell'apiario.
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E ... C U R I O S I T A`
Forse non tutti sanno che:
- il miele va conservato al riparo dal sole e in luogo fresco (a temperatura inferiore ai 20 gradi);
- la cristallizzazione è un processo naturale di alcuni mieli,
non ne indica l'invecchiamento nè lo stato di conservazione;
alcuni mieli non cristallizzano mai, altri cristallizzano velocemente, altri ancora più lentamente;
- i mieli scuri (es. castagno, melata) invecchiano meno velocemente,
perchè contengono una quantità più elevata di enzimi (diastasi),
invecchiando gli enzimi si dimezzano;
- il miele è un’ottima fonte energetica e gli sportivi lo sanno bene;
- è composto per la maggior parte di zuccheri semplici (fruttosio, glucosio) a rapido utilizzo;
- contiene antiossidanti che aiutano le difese immunitarie.
- "... per miele si intende il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori
o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse,
che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie,
immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell'alveare".
(dalla direttiva CEE 22 luglio 1974)
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